Nel Glossario che segue (collegato al sito: www.dottorcandido.com), sono raggruppati e descritti tutti i termini più frequenti, inerentemente alle malattie vascolari e venose.





CALZA ELASTICA ANTITROMBO
E' una calza utilizzata per la profilassi della trombosi.

Il suo utilizzo ha permesso di diminuire notevolmente la percentuale di trombosi, dopo interventi chirurgici di vario tipo ma ad alto rischio di complicazioni venose nel post operatorio (ostetricia e ginecologia, urologia, ortopedia, ecc…).

Le calze antitrombo, devono essere sempre indossate immediatamente prima di un intervento e tenute giorno e notte fino alla completa ripresa della mobilità.


CALZA BIELASTICA
E' una calza che possiede contemporaneamente: sia elasticità trasversale che longitudinale.


CALZE PREVENTIVE
Sono indicate a pazienti con lievi disturbi d’insufficienza venosa (pesantezza, bruciore,
gonfiore, prurito).

Siccome hanno dei livelli di pressione piuttosto lievi, non sono in grado di prevenire l’evoluzione varicosa di chi le porta, però danno sollievo nella sintomatologia dei problemi sopra elencati.

Si trovano in commercio da 40, 70 e 140 denari.

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CALZA TERAPEUTICA
(Detta anche “curativa”) la sua pressione è superiore a 18 mmhg.

Sarà lo Specialista a prescrivere (secondo la gravità della malattia venosa), la tipologia di calza più adatta (ne esistono di quattro tipi, suddivise in “classi”con pressione ascendente).


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CAPILLARI
Sono vasi di calibro molto piccoli, da 0,5 a 1 millimetro.

L’infiammazione o la loro permeabilità eccessiva è in rapporto con l’insufficienza venosa (aumento della pressione venosa) e/o con eventuali squilibri ormonali.

Le teleangectasie (dilatazioni delle parti finali dei vasi) sono classificate in teleangectasie rosse (diametro inferiore a 0,5 mm) o blu (da 0,5 a 1 mm) e devono essere trattate con mezzi diversi (PLG; laser o scleroterapia).

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CAPILLARITE
(Detta anche Vasculite o microangiopatia): è un’infiammazione acuta o cronica dei capillari.

L’origine è spesso di natura autoimmune e di difficile risoluzione.


CAPILLAROSCOPIA
Procedura diagnostica indolore che permette di visualizzare i capillari.

Il letto ungueale viene esaminato per transilluminazione mediante microscopio (appoggiando un dito su una fonte luminosa).

L’esame è richiesto a fine diagnostico per valutare malattie come: vasculite, acrosindrome, malattia di Raynaud…


CARTOGRAFIA

Rappresenta una carta mappata del sistema venoso superficiale e profondo.

Si effettua mediante ecodoppler e doppler, che evidenzieranno il senso di: flusso e riflusso. I dati saranno riportati poi sulla mappa medesima.

I suddetti esami devono essere effettuati da specialisti che conoscano molto bene l’intero apparato vascolare, poiché trattasi di esami raffinati ed interpretativi.

L’intervento chirurgico (funzionale od estetico che sia) deve essere sempre preceduto da una cartografia accurata che determinerà la miglior strategia attuabile (a breve e lungo termine), diminuendo il rischio di recidive.

A volte (purtroppo!), a causa di cartografie effettuate in modo superficiale od approssimativo, l’intervento non ha il risultato auspicato.

Un chirurgo coscienzioso verificherà sempre che l’esame portato dal paziente sia corretto; oppure (meglio ancora), effettuerà personalmente l’ecodoppler durante la Visita Specialistica.

Trattandosi di esame non invasivo, è sempre meglio effettuarlo due volte per sicurezza piuttosto che fidarsi, rischiando di compromettere risultati ed aspettative!


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CAUSALGIA
E' considerato un fenomeno vasomotorio.

Sopravviene in seguito all’interruzione parziale o totale di un nervo, in genere quando il medesimo viene inglobato nel tessuto cicatriziale di una ferita.

La causalgia è una sindrome molto dolorosa, accompagnata da vasodilatazione.


CAVERNOMA
Insieme di gozzi venosi multipli, avvolti da una parete fibrosa.

Possono essere congeniti, comparire dopo una chirurgia errata ed incompleta della safena o purtroppo in conseguenza di angiogenesi.

Nella grande maggioranza dei casi (quando il cavernoma è postoperatorio), è necessario intervenire chirurgicamente.

Solo alcuni cavernomi possono essere risolti tramite l’uso di schiuma (tecnica della “mousse”), laser o PLG.


CIANOSI
Colorazione viola o bluastra della cute.

Se interessa le estremità è denominata Acrocianosi e dipende da una disfunzione della microcircolazione in relazione alla stasi capillaro-venosa.

Può essere indotta da: freddo, caldo, stress o disturbi ormonali ed in alcuni casi può anche essere permanente o di difficoltosa risoluzione.


CLAUDICAZIONE INTERMITTENTE VENOSA
E' un dolore agli arti inferiori di difficile diagnostica, in rapporto con l’insufficienza venosa profonda postflebitica.


COAGULO
E' un grumo di sangue coagulato.

Se occlude una vena è responsabile della comparsa di una trombosi (flebite, tromboflebite).

Il rischio maggiore in sua presenza è la potenziale frammentazione dello stesso: può produrre un embolo (che a sua volta può mobilizzarsi e migrare fino al polmone, provocando la morte nel 3% dei casi, appunto per embolia polmonare).

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COAGULAZIONE
E' un fenomeno complesso; con esso intervengono diversi fattori a cascata che portano alla formazione di un coagulo sanguigno nel vaso interessato.


COMUNICANTE
Vena che, quando mette in comunicazione il circolo venoso superficiale con quello profondo, è chiamata “perforante”.

L’effettuazione di una cartografia precisa (vedere: ”Cartografia”) è fondamentale per l’esecuzione di terapie sia chirurgiche che estetiche; il numero delle perforanti è elevato (120) anche se, solamente alcuni gruppi delle medesime sono determinanti.

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COUPEROSE
La couperose è un inestetismo cutaneo, consistente in un arrossamento intenso e cronico sulle guance ed ai lati del naso, costituito dalle dilatazioni dei capillari e delle venule.

Si accentua visibilmente dopo esposizioni al caldo od al freddo.

L’origine del problema è multifattoriale (fragilità capillare, temperature, radiazioni, allergie, oppure è trasmesso geneticamente).

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CRAMPO
Contrattura muscolare improvvisa e involontaria.

Nell’insufficienza venosa si presenta a livello di cosce o gambe, prevalentemente di notte od a riposo; al contrario, cessa camminando.

Le cause scatenanti possono essere: metaboliche, ischemiche, neurologiche ed endocrinologiche.

Un crampo isolato e doloroso del polpaccio, detto “coup de fouet” (colpo di frusta), può essere premonitore di una trombosi venosa profonda.

Accertato ciò, il problema deve essere trattato tempestivamente e con terapia adeguata (dato l’alto rischio di tromboflebite e di conseguente embolia polmonare).


CROSSE SAFENICA
E’ la confluenza a livello del circolo profondo delle due safene: interna (grande safena) ed esterna (piccola safena): la prima a livello dell’inguine e la seconda a livello del cavo popliteo.

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CROSSECTOMIA
E' l’atto chirurgico che si effettua per disconnettere le safene dalla circolazione venosa profonda.

Chirurgicamente, la sua esecuzione tecnica dev’essere accurata (per il rischio di recidiva che porterebbe conseguentemente ad un intervento mal eseguito).


CELLULITE
Infiammazione del tessuto cellulare sottocutaneo, che provoca una dismorfia a livello di: cosce, anche ed interno del ginocchio.

L’alterazione del pannicolo adiposo sottocutaneo è la conseguenza di due fenomeni: l’aumento delle cellule adipose (adipociti) e l’incremento dell’infiltrazione d’acqua nei tessuti (ritenzione).

Quest’ultima è in rapporto con: una scarsa circolazione venosa e/o linfatica; uno squilibrio ormonale; un’eccessiva permeabilità dei capillari.


CEAP
Questa classificazione della malattia venosa ha permesso dal 1994 di ottenere una standardizzazione dei segni e sintomi della malattia venosa.


CHIRURGIA AMBULATORIALE
Pratica chirurgica che si esegue senza ricovero in day surgery (in sala operatoria assolutamente rispondente a tutte le normative di sicurezza), ma senza degenza.

Sia l’ASVAL che la microchirurgia permettono al paziente, mediante anestesia mirata, l’uscita in giornata dal day-surgery, senza alcun rischio e con le proprie gambe.


CHIVA
Cura conservativa ed emodinamica dell’insufficienza venosa ambulatoriale.

Questo trattamento in rari casi ha ancora le sue indicazioni; ma l’evolutività e l’instabilità della malattia venosa obbligavano frequentemente l’operatore ad effettuare ritocchi chirurgici; ecco perché è una soluzione impegnativa per il paziente nei mesi e negli anni conseguenti alla terapia Chiva.

Era comunque una tecnica conservativa (che risparmiava il capitale venoso), ideata nel 1988.

Attualmente, nella maggior parte dei casi, è sostituita dalla strategia ASVAL: molto più attuale e risolutiva, che non necessita più di ulteriori impegnativi ritocchi chirurgici.


CORONA FLEBECTASICA PERIMALLEOLARE
E' una flebectasia (dilatazione delle vene) sulla parete interna del piede.

Si riscontra nell’insufficienza venosa cronica e può essere risolta con diverse tecniche (PLG, laser, scleroterapia, schiuma), ma il suo trattamento estetico deve essere sempre preceduto dalla risoluzione della sua causa (l’iperpressione venosa indotta dalle varici).

Quando la flebectasia è dovuta all’alterazione del circolo venoso profondo (sindrome post flebitica) l’aspetto estetico non potrà mai essere risolto.

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